La collezionista di Libri Proibiti | Recensione

La collezionista di Libri Proibiti di Cinzia Giorgio  è un libro singolare, dove l’amore diventa un sottotesto ben costruito e i libri sono il fulcro attorno a cui tutto ruota.

Questo week end, presa da un pomeriggio in cui tutti dormivano beatamente (cosa rarissima!!), ho letto un romanzo che sento di dovervi consigliare. Sto parlando de La collezionista di Libri Proibiti di Cinzia Giorgio, edito da Newton Compton.

Quando la quindicenne Olimpia entra, per un caso fortuito, nella libreria antiquaria del vecchio Anselmo Calvani, non può sapere che la sua vita sarebbe cambiata per sempre. A sorprenderla, i modi affabili, e quasi paterni, del vecchio libraio e la sua collezione di libri antichi, il loro profumo e i loro segreti. Figlia di una Venezia ricca e annoiata, Olimpia è animata da una “insana” passione per la lettura e i libri, che antepone a tutto, anche alla vita “di società” e che la porterà a fare una scelta e a diventare l’apprendista del vecchio Calvani. Così, insieme alle sue conoscenze ed alla sua cultura, crescerà con gli anni anche l’amore per il giovane nipote di Anselmo, Davide. Ma i conti che facciamo per il nostro futuro, raramente coincidono con il volere del nostro destino, così ritroviamo Olimpia, molti anni dopo, a Parigi, impegnata nella casa d’aste specializzata in libri e manoscritti antichi di sua proprietà. Venezia e i giorni nella libreria Calvani sembrano lontani, oramai, ma a tenere vivo il ricordo di quel passato, delle misteriose lettere e dei manoscritti che riceve una volta all’anno. Sono l’eredità che Anselmo le aveva lasciato prima di morire, con la quale, ancora una volta, le impartirà l’ultima e più grande lezione di vita. 

Libro letteralmente divorato e finito lunedì sera, quello della Giorgio mi ha lasciato piacevolmente sorpresa e spiazzata al punto da costringermi a fare una cosa che raramente faccio prima di scrivere una recensione: sono andata a leggere cosa si dice in rete di questo libro. E invece di farmi condizionare, questa piccola precauzione ha avvallato i miei presentimenti e l’idea che mi ero fatta, a lettura finita. Ed ecco perché penso che La Collezionista di Libri Proibiti sia un libro che vale la pena leggere.

Leggere era come vivere mille vite e fuggire dalla sua.

La trama >> Forse non tutti siamo dei piccoli geni in ciò che facciamo. Forse non a tutti capita di imbattersi, fortuitamente, nel sogno della propria vita. Forse l’amore non ha per tutti lo stesso sapore. Fatto sta che la storia di Olimpia ha la forza ed il gusto di un sano, pieno e bello romanzo di formazione. Pagina dopo pagina, ci ritroviamo spettatori attenti della crescita sentimentale e caratteriale di Olimpia che, da adolescente smarrita e soffocata da una famiglia iperprotettiva, diventa una donna forte, volitiva e determinata. Ed allo stesso modo impariamo ad affezionarci al vecchio Anselmo ed ai suoi modi paterni, ci facciamo sorprendere dalla madre di Olimpia nei suoi slanci di affetto e saggezza nei confronti della figlia, ci innamoriamo di Davide e viviamo insieme a lui la bruciante delusione di una passione repressa. Respiri pochi, quelli offerti da una trama così fitta di intrecci e di avvenimenti, ma senza mai assumere quei toni sensazionalistici e retorici di certa narrativa romantica. Si sente la vita, tra le pagine della Giorgi: quella dell’incalzare dei sentimenti, delle piccole e grandi indecisioni e delle paure, anche se il tutto è aiutato “un poco” dalla mano romanzata dell’autrice.

I personaggi >> se vi  è mai capitato di leggere un romance, vi sarà capitato, una volta chiuso il libro, di ricordare i personaggi per un dettaglio fisico (i capelli, gli occhi, le mani, la voce etc.), più raramente per un modo di essere (gentile, appassionato, altruista etc.). Penso che questo accada quando gli autori si limitano a descriverci la punta dell’iceberg dei propri personaggi, senza scavare per metterne a nudo il loro cuore. Questo è esattamente quello che non accade ne La collezionista di libri proibiti, dove ci ritroviamo ad amare con la stessa intensità con cui ama Olimpia, a soffrire così come soffre Davide, a sperare così come sperava Anselmo. Forse i loro animi presentano, quà e là, alcune ingenuità ma sono messi a nudo e costruiti nella loro totalità, cosa che ce li fa sentire più vicini e ce li fa amare sin dalle prime pagine.

I libri >> se ogni personaggio è stato ben costruito, dall’altro posso dire con orgoglio di aver finalmente letto un libro in cui i libri siano citati nel titolo e si trovino anche nelle pagina interne. Anzi, molto di più. Posso affermare che i veri protagonisti di tutto il romanzo siano proprio loro: nuovi, antichi, censurati o proibiti. Li accarezziamo, ne sentiamo il profumo, ne ammiriamo le fattezze e le rifiniture pregiate, ne andiamo a caccia e ne seguiamo le parole scritte. Tutto in questo romanzo sembra pervaso dalla loro presenza che tacitamente, fa accadere le cose. Un libro, il Decameron, è il complice silenzioso che fa tornare Olimpia nella libreria di Anselmo. Un libro, le Terze rime di Veronica Franco, sarà quello che farà scoccare la scintilla tra la giovane collezionista e Davide. E sono solo alcuni esempi.

“Sono giovane, lo so, ma colleziono libri di ogni tipo: romanzi, saggi, libri illustrati. La mia passione sono i volumi antichi”
“Ah sì? E perché?”
“Perché mi piace immaginare che custodiscano le vite di chi un tempo li ha posseduti.”

L’amore >> ed infine, arriva anche lui! Lo lascio per ultimo perché, chi mi legge, sa che sono molto severa su questo punto. Troppe volte ci vediamo costretti a leggere storie d’amore stucchevoli, infantili, inverosimili, animate da reazioni spropositate o apatie impossibili. Ne La collezionista di libri proibiti, invece, l’amore diventa un vero e proprio sottotesto in grado di condizionare tutto lo svolgimento del racconto. E, udite udite!, riesce a non essere mai né stucchevole, né retorico e, sopratutto, non è solo quello che potrebbe legare Olimpia a Davide. Sono molteplici le “tipologie di amore” che vivono in questo romanzo: quella tra due amiche e coetanee, quello tra un uomo e una donna, quello tra una figlia e la propria madre, quello tra una giovane donna e il proprio maestro, quello verso i libri e la loro storia. L’amore narrato dalla Giorgio non ha un solo volto ed una sola voce. Il sentimento di cui parla l’autrice, pur romanzandolo in parte, ha tutta la carica emotiva, la profondità e le implicazioni che potremmo trovare anche nella vita quotidiana. Il tradimento, il perdono, la rabbia, la passione, la repressione: l’amore infonde e pervade ogni cosa e diventa quasi una lente che ci permette di vedere ogni cosa.


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La collezionista di libri proibiti

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Mi chiamo Mariana, sono una ladra, compulsiva, ossessiva e ripetitiva. E sono una Ladra di Libri.
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