Confessioni di una ladra: il profumo dei libri

Il profumo dei libri è qualcosa di cui non si può fare a meno: un piacere non confessato, un riflesso incondizionato.

Affondare il naso tra le pagine fresche di stampa. Farle scorrere tra pollice ed indice. Toccare la loro superficie liscia di nuovo o rugosa dal tempo. Ascoltare il fruscio della loro consistenza mentre le sfogli una ad una. Chiuderle tra le copertine del libro e sentire l’inconfondibile suono prodotto.

Un libro non é solo un contenitore, una bella copertina o il nome dell’autore. Un libro è un oggetto da amare, stringere tra le braccia, custodire. Perché quello che un giorno qualcuno scrisse tra le sue pagine venga preservato dal tempo e dai cambiamenti degli esseri umani. E perché il libro è un curioso mistero forgiato da menti in perenne cambiamento che bramano la quiete e la fermezza e cercano, nelle sue pagine, un modo per bloccare tempo e spazio. Hanno, invece, creato uno strumento affinché queste stesse idee possano circolare liberamente e dare inizio a nuove rivoluzioni.

Quando incontriamo un libro sul nostro cammino, non è mai del tutto casuale. Un antico detto dice che si trova quello che si cerca: lo stesso vale anche per i libri. La loro storia, narrata ma anche vissuta, arriva nel momento in cui la nostra anima necessita del messaggio da loro portato. Ecco perché non esistono libri belli o brutti, ma solo libri sbagliati e giusti per l’anima del lettore che li possiede.

E questo fa parte della loro storia vissuta. É il loro profumo.

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Mi chiamo Mariana, sono una ladra, compulsiva, ossessiva e ripetitiva. E sono una Ladra di Libri.
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