Caprice e il cavaliere di Alberto Camerra

Un paranormal romance, un fantasy con tinte urban, un piccolo divertissement dalla penna dell’indie Alberto Camerra. Sto parlando di Caprice e il cavaliere

caprice e il cavaliere camerraNon sempre ho modo di recensire libri in selfpublishing. Sono tanti gli autori che si buttano in questa avventura e per tutti porto rispetto e ammirazione, anche se i risultati non sono ottimali. Bisogna essere degli intrepidi per potersi raccontare ed essere padroni del proprio destino. E non tutti ci riescono. Oggi, però, voglio parlarvi di un autore che ho scovato curiosando in Twitter la settimana scorsa. Si chiama Alberto Camerra e, al suo attivo ha ben sei lavori pubblicati con i noti Narcissus e YouCan Print, tra cui l’ultimo new adult, L’amore ferisce. Ma non vi parlerò di questo.

A colpirmi, tra tutti i titoli pubblicati dall’autore, un urban fantasy ambientato in Normandia, tra le stradine del borgo di Mont Saint-Michel. Forse per l’ambientazione che si respira, forse per la location in cui è ambientata che mi p particolarmente cara, forse perché la storia è davvero appassionante, ma Caprice e il cavaliere si è guadagnato tutta la mia attenzione.

Se a diciotto anni vivi in una paese dove tutti si conoscono e tutti sanno quello che fai, hai ben poco scampo se sei albina e hai delle abitudini un po’ inusuali. Questa è la vita di Caprice, giovane figlia di Marianne e di un padre sconosciuto, che aiuta la madre nel suo negozio per animali, che ama gli animali, che ama essere libera e che si sente libera solo quando respira l’aria umida del sottobosco. Caprice che ha abitudini un po’ fuori dal normale, che ascolta la natura e sembra sempre in sintonia con essa. Caprice le cui potenzialità più remote sono sconosciute persino a sè stessa. Però qualcosa sta per cambiare, quando si ritrova a dover soccorrere un falco feritosi ad un’ala e incontra il giovane addestratore di falchi, Jean Paul. Attratti da un sentimento senza tempo, i due ragazzi si trovano coinvolti in una storia che ha radici in un passato senza tempo, di draghi, stregoni e poteri occulti.

Di fantasy “sword and sorcery” ne abbiamo visti tanti e lo stesso Camerra, parlando del suo libro, non esita a chiamare in causa un autore che, un tempo, è stato per me un vero maestro, Terry Brooks. Tra eroi non compresi, forze dal lato più che oscuro e un destino a cui non ci si può sottrarre tanto facilmente, Caprice ha tutti gli elementi del buon fantasy d’autore, della storia narrata “come una volta”. Ma ha anche qualcosa di più. Vediamo di cosa si tratta.

La trama – “C’era una volta una giovane fanciulla innamorata del suo bel cavaliere e uno stregone malefico che voleva sottrarre loro la felicità”. Così potrebbe essere riassunto Caprice e il cavaliere. In realtà, Caprice è molto più di questo. Dietro alla storia d’amore di Caprice e Jean Paul, ed alla perfidia dello stregone Hassanji, dietro alla facciata di una trama “urban fantasy” da manuale, si cela la lotta di due forze che da sempre di contendono il cuore dell’umanità, cercando di determinare il suo presente e influenzare il suo futuro. Al fianco dei due giovani eroi, viviamo lo scontro tra l’odio più profondo, l’oscurità, e l’amore più eterno, la luce; tra chi sottomette e chi vive in piena armonia con la natura. Si potrebbe dire, parafrasando certi scenari alla Brooks, tra l’uomo distruttore di mondi e l’equilibrio perfetto della natura.

Urban e fantasy – In Caprice e il cavaliere la magia, come arte occulta o sentiero di luce, è ovunque. Nello sguardo della sua giovane protagonista, nelle movenze sinistre del vecchio Hassanji, nei modi di fare di Jean Paul. Ogni elemento sembra ben mixato con una buona ambientazione contemporanea, descritta nella sia quotidianità.  Ma Camerra non crea solo questo tipo di magia. Quello che fa con Caprice è immaginare il nostro mondo, la nostra realtà avvolta da una trama fitta di relazioni tra cose, persone, luoghi e avvenimenti che non sono visibili ad occhio nudo. C’è magia nell’aspetto fisico di Caprice, così particolare da indurla a nasconderlo agli altri. C’è magia nell’amore e nella cura per gli animali che Caprice ha innato e che coltiva anche grazie all’attività della madre. C’è magia negli incontri che, più o meno casualmente, la giovane protagonista fa, o racconta di fare. C’è magia nell’attività senza tempo di Jean Paul e nel suo cuore puro ed impavido. C’è magia, infine. nel sentimento che nascerà tra lui e Caprice, sin dalla prima occhiata. Tutto, in questo racconto, ci parla di un universo che trasuda una magia che la maggior parte delle persone non vede perché non vuole vedere.

Lo stile – veloce e spedita, la narrazione ti porta sino alla fine del racconto senza mai stancarti, e stancarsi. Agile e semplice come una novella “da focolare”, Caprice e il cavaliere ha il sapore delle vecchie leggende. Scorre veloce e leggibile in un paio di ore. Una riflessione, però, in merito allo stile devo farla quando, in alcuni passi del racconto, ho come l’impressione che Camerra corra anche lui verso la fine, smettendo di curare sintassi e scelte lessicali, forse troppo preso dal “raccontare” più che dallo scrivere e, forse, condizionato anche dalla voluta brevità di questo testo. Così, momenti carichi di emotività o, al contrario, di tensione e di conflitto, si spengono troppo brevemente in una sorta di elencazione di fatti, frasi, azioni dei protagonisti, senza introspezione, lirismo o, più semplicemente, empatia. E proprio quando il gioco si fa duro, l’autore si fa prendere dalla fretta e si ha l’impressione di cominciare una corsa a perdifiato verso la fine dell’azione.

Sottigliezze a parte, entrare nel mondo magico di Caprice e il Cavaliere è qualcosa che vi consiglio senza timore. Perchè è una lettura piacevole, perché è comunque scritta bene, perché parla di un oggi possibile per chi crede che l’impossibile non sia, poi, così spaventoso. E ve lo consiglio perché è così intrigante da far venire voglia di avere tra le mani il romanzo intero, invece di un racconto!


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Mi chiamo Mariana, sono una ladra, compulsiva, ossessiva e ripetitiva. E sono una Ladra di Libri.
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