Caccia al morto di Luca Colombo

Sono io la morte e porto corona. Sono di tutti voi padrona. Oggi siamo con Luca Colombo e la sua Caccia la morto.

Quello delle agenzie funebri è un settore che non conosce crisi. Si dice che fin tanto che la gente morirà, i funerali non tramonteranno mai. E non si è mai sentito che crisi abbia colpito le pompe funebri. Ma è davvero così? É tutto oro ciò che luccica? Oggi con Luca Colombo scopriamo un dietro le quinte…con sorpresa. Oggi leggiamo Caccia al morto.

Filippo ha due sogni: diventare uno scrittore e lavorare in una agenzia funebre. Il primo rischia di rimanere un sogno. Il secondo gli viene offerto quando lascia la facoltà di Filosofia. E Filippo ha l’incarico di scrivere elogi funebri e occuparsi della comunicazione dell’agnzia. Per sbaragliare la concorrenza. Per diventare più.competitivi. Si. Anche una agenzia funebre. Cosa si inventerà? 

Tra teorie applicate di marketing e il nuovo che avanza Luca Colombo ci restituisce un affresco vivo e disarmante dei retroscena di questo mondo poco conosciuto e di cui, in genere si parla altrettanto poco. Un po’ per scaramanzia, un po’ per preconcetto. E intesse una trama accattivante, irriverente e per nulla scontata. Dimenticatevi gli stereotipi che di solito accompagnano i “becchini” e le agenzie di pompe funebri. Dimenticatevi i luoghi comuni di un ambiente “dolente” e contrito. Immaginatevi, invece, un mondo competitivo, fatto di estetica e apparenza, dove ogni dettaglio è studiato con attenzione e finalizzato a raccogliere consensi. Se c’è una cosa, infatti, le Caccia la morto ci rivela, è che questo mondo non è fatto solo di porta bare, candele e carri funebri. Vive come tutte le altere realtà aziendali ci competizione, innovazione e marketing.

“Queste nuove tombe hanno uno stile austero, rigido, direi nordico. Tratti essenziali, minimalisti. Tac, tac, tac, tac, quattro linee in croce e la tomba è fatta. Come la Volvo. ”
“Carina la trovata del brano musicale ascoltabile”.
“Schiaccia il testo, sentiamo cos’è.”
Parte, a basso volume, Wish You Were Here dei Pink Floid.

Ed in effetti, Caccia al Morto può essere considerato una sorta di manuale di marketing spiccio, fatto di trovate pubblicitarie, campagne promozionali e ricerca spasmodica della perfezione. E la morte? Bhè, con la morte ci si banchetta e ci si augura possa arrivare prima per tutti, in modo da poter sperimentare nuove formule cerimoniali, spingere nuovi servizi, vendere nuovi prototipi e servizi. Insomma, un piccolo mondo che di antico non ha più nulla ma che di nuovo (che avanza) ha davvero tanto.

A rendere piacevole la narrazione, uno stile informale e quasi da fiction. I discorsi diretti si alternano perfettamente con la narrazione che lo stesso Filippo fa degli eventi, riportando conversazioni e pensieri anche dei personaggi che lo circondano. Dialoghi dal ritmo serrato che rendono bene l’idea di un mondo “arrivista”, fatto di intraprendenza, voglia di successo. E sopra tutto, una dimensione da “wannabe” di provincia che è diofficile togliersi di dosso.

Ma non c’è pesantezza nel racconto di Colombo. Piuttosto leggerezza, ironia e tanta comicità che contribuiscono a creare un clima di ilarità che ci ha lasciato con un bel sorriso divertito sul volto. Perché dopo tutto, giocare con la morte si può e rischia di diventare anche divertente!


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