Meno male che Heidi c’è di Barbara Gaiardoni

Come dice Barbara, il primo amore non si scorda mai e così è anche per la Ladra che oggi vi parla di Meno male che Heidi c’è, dell’autrice Barbara Gaiardoni. 

C’è un momento in cui ti accorgi di essere diventata grande e non è perchè sei mamma di due figli, hai alle spalle un eguale numero di successi ed insuccessi o ti ritrovi ad andare a trovare i tuoi amici anche al cimitero. Te ne accorgi perché le tue domande, quelle che poni in segreto al tuo cuore, sono diverse. Non c’è più la paura del rifiuto, l’ansia da “principe azzurro” o il desiderio di riuscire nel primo donchisciottesco progetto che ci salta in mente. Davanti allo specchio, senza trucco e senza belletto, ci guardiamo e ci chiediamo chi veramente noi siamo e cosa siamo diventati. E Meno male che Heidi c’è! Avventure educative e altri amori di Barbara Gaiardoni è il primo passo verso la ricerca delle nostre risposte.

Milena ha un figlio, un ex marito e una vita che non la soddisfa. Ma nella sua vita ci sono alcune persone, e alcuni incontri, che la porteranno ad una svolta, un cambiamento, alla ricerca di sè stessa. Nikola, Goran il clown, Lelio, Giuliana, la mamma Lia. La seguiamo, in questo percorso, attraverso cinque brevi racconti che ci rivelano, pagina dopo pagina, un po’ di lei e del suo intricato universo sentimentale ed emotivo. E tra un racconto e l’altro, l’autrice non dimentica gli “Spunti”, ovvero delle considerazioni squisitamente autentiche, che testimoniano il percorse di analisi fatto dall’autrice e, di conseguenza, dalla sua protagonista.

“L’uomo che ti ama deve scoprire la tua natura, ma lo deve fare piano piano! Quanto più uomo scopre lentamente, tanto più donna comincia ad esistere. Diventa più desiderabile, più preziosa.”

Questo libro ci piace. Non esito a dirlo anche se spesso sono restia a dare giudizi di merito. Eppure questa volta mi lancio e non tentenno. Prima di tutto per la forma, scorrevole e lineare, quasi raccontata. Leggerlo è come bere un bicchiere d’acqua: le parole si susseguono naturalmente, come se l’una fosse necessaria all’altra. La mente si rilassa ed accoglie il narrato senza doversi districare tra cavilli linguistici. Così facendo, Barbara Gaiardoni ci permette di seguire il filo di un racconto che ha il sapore di una vera e propria consulenza pedagogica e che riesce  a far venire a galla, anche in noi lettori, quelle che sono le incongruenze, le difficoltà e le sofferenze della nostra singolare esistenza.

Riconoscerci limitati permette di trovare quel carattere unico, che è solo nostro. Non sono gli altri a farci sentire ciò che siamo o che vorremmo essere. Certo, la comunità ci soppesa […] ma è solo il riconoscere cosa si vuole veramente essere, che fa di noi individui sereni.

Quello di Milena è un vero percorso terapeutico che si dipana tra la memoria del suo passato e gli incontri, mai casuali, che fa. Perchè, come ci ricorda l’autrice, possiamo anche essere in grado di rintracciare la matrice dei nostri errori, di capire cosa continuiamo a sbagliare nel porci all’altro, ma raramente saremo in grado di capire anche la via giusta da percorrere per non farsi male. Ancora. E cosa c’entra Heidi in tutto questo? Non posso dirvelo! Il mistero, e la spiegazione, è nascosta nel farsi del racconto, e nelle ultime pagine, definitive, del libro. Lasciatevi condurre da Barbara nel suo racconto, e lo scoprirete anche voi!

“Anche l’amore, Giuliana, nasce piccolo e indifeso, e sta a noi farlo crescere, poi: in un giorno si può costruire un castello di carte, ci vuole tutta una vita perchè un amore sia forte come Dio.”

Così, se anche voi “siete diventati grandi”, se anche voi, guardandovi allo specchio provate la consapevolezza che qualcosa in più, che uno sforzo in più possa essere fatto per migliorare la vostra esistenza e non commettere più gli stessi errori, Meno male che Heidi c’è è il libro giusto da leggere. Come disse un mio amico, tanto tempo fa: “Siamo tutti dei serial Killer. Commettiamo sempre lo stesso errore.


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Mi chiamo Mariana, sono una ladra, compulsiva, ossessiva e ripetitiva. E sono una Ladra di Libri.
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