Sei passeggiate nei boschi narrativi di Umberto Eco

Chi è veramente il lettore? Un semplice osservatore o personaggio del libro che sta leggendo? Lo scopriamo con Umberto Eco e le sue Sei passeggiate nei boschi narrativi.

C’era una volta un pensatore ed uno studioso illuminato. Aveva fatto delle parole e dell’arte di narrare storie la sua passione e aveva trascorso la sua vita parlandone, insegnando e scrivendo. E un giorno, aveva immaginato di fare una passeggiata in un bosco molto particolare: una passeggiata alla scoperta del potere che la lettura dà ad ogni lettore. Lui si chiamava Umberto Eco e la passeggiata di cui vi sto parlando è quella descritta nei sei capitoli piacevoli e scorrevoli delle Sei passeggiate nei boschi narrativi, edito Bompiani. Ma non fatevi spaventare dal titolo teorico o dall’idea di dover leggere, in effetti, sei saggi legati alla letteratura ed alla lettura pura e semplice.

Per chi già conosce Eco, sa che il suo stile divulgativo rende accessibili i suoi scritti, bene o male, a tutti. E questo testo, in particolar modo, scopre tutti (o quasi) i meccanismi  legati al leggere e ad essere lettori. Ec ecco perché, in una settimana come questa, abbiamo pensato di leggerlo insieme a voi: anche Eco si è sempre spinto “oltre”.

Ma di cosa parla Sei passeggiate nei boschi narrativi? Prima di tutto è una raccolta di sei interventi che Umberto Eco aveva pensato, e fatto, nel 1992, alla Harvard University, in occasione delle annuali Norton Lectures. Sei momenti in cui, a diversi livelli, il semiologo indaga il ruolo del lettore e della sua relazione più intima con il libro e il leggere stesso. La scelta dell’immagine del bosco, come metafora del libro, ben si adatta alla teoria che Eco ha sempre sostenuto: il lettore si orienta all’interno di ogni libro proprio come quando si passeggia in un bosco. E come in un “giardino dai sentieri che si biforcano”, anche il lettore, pagina dopo pagina fa le sue scelte, schierandosi con un personaggio, piuttosto che un altro, anticipando scelte ed enunciati. E coinvolge non solo la lettura vera e propria, ma anche il racconto orale, la storia tramandata da antichi racconti popolari o dalla mamma, prima di andare a dormire.

E passeggiando in questi boschi, scopriamo sei punti di vista differenti, sei caratteristiche del leggere, e dell’essere lettori:

  • quella del lettore modello, che entra nel bosco narrativo e scende a patti con esso e le sue formule del narrare. E quella dell’autore modello che ha il compito di stimolare, con la narrazione, la partecipazione dello stesso lettore, in un gioco fatto di punti di vista e prese di posizione (Entrare nel bosco);
  • quella del confronto tra il lettore di primo livello – che cerca di correre alla fine del romanzo – e il lettore di secondo livello – che cerca di captarne le strutture narrative più intrinseche, parlandoci di fabula e intreccio e di tecniche narrative (I boschi di Loisy);
  • quella del tempo del racconto e del tempo della lettura, che non coincidono ma che, in realtà dialogano tra loro molto più di quanto non ci immaginiamo, creando ponti tra realtà e finzione (Indugiare nel bosco);
  • quella della credibilità del racconto stesso e delle convenzioni che il lettore è disposto ad accettare quando si appresta a leggere. Convenzioni che non sempre sono reali, ma che diventano credibili nel nome di un patto di fiducia che il lettore instaura con l’autore (I boschi possibili);
  • quella del lettore che va a caccia dell’autore, scovando la sua presenza nelle pieghe e nelle pecche che ogni narrazione nasconde, e che il lettore non è tenuto a conoscere – sino a prova contraria (Lo strano caso di via Servandoni);
  • quella del lettore che, anche se scovata l’imperfezione narrativa, decide di credere all’autore ed al suo mondo, accettando il mondo immaginario creato dall’autore, anche quando la finzione cerca di ammantarsi di credibilità e realtà, creando una realtà parallela – distopica forse – ma non reale (Protocolli fittizi).

Quelli trattati da Eco sono sei spunti di riflessione in cui, noi lettori, siamo messi davanti al nostro stesso “essere lettori”, alla sostanza del patto narrativo che instauriamo con l’autore ogni volta che apriamo un libro e decidiamo di leggerne le sua pagine. Una raccolta di riflessioni che hanno il potere di scavare nel profondo del nostro essere e di mettere a nudo gli ingranaggi del leggere stesso, e del narrare.

Ma le Sei passeggiate nei boschi narrativi non sono solo dei saggi. Ogni pagina di fornisce tanti spunti di lettura nuovi, tante intepretazioni possibili di romanzi e libri che spesso abbiamo letto ma che ci sembra di non aver mai aperto se letti dalla lente attenta del primo ed unico lector in fabulas.


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Mi chiamo Mariana, sono una ladra, compulsiva, ossessiva e ripetitiva. E sono una Ladra di Libri.
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