Quella notte a Merciful Street di Manuela Caracciolo

Se siete alla ricerca di una di quelle storie delicate, senza tempo, che sanno arrivare al cuore parlando di umanità, allora dovete leggere “Quella notte a Merciful Street” di Manuela Caracciolo, Trenta Editore.

Quella notte a Merciful Street non è un romanzo come tanti.  C’è qualcosa di magico nelle sue pagine, qualcosa di profondo e delicato, qualcosa che ricorda il profumo dei biscotti delle nonne, il dopobarba del tuo primo amore, la pelle delicata di un neonato, i desideri compressi di un adolescente. Beh, non è che Quella notte a Merciful Street narri proprio tutte queste cose. Anzi, forse non ne narra neppure una. Ma lo stile di Manuela Caracciolo è così intenso e profondo da lasciarti con queste sensazioni non appena chiudi l’ultima pagina del romanzo.

In Merciful Street c’è un palazzo come altri, dove la vita si svolge come in tanti altri condomini. Gli anziani che sbirciano dalle finestre, nuovi arrivati e vecchie storie che si intrecciano tra fili del telefono, storie da pianerottolo e porte di ingresso. In Merciful Street ci sono le vite dei suoi abitanti, in bilico tra presente e passato, tra i ricordi e i progetti di un futuro a breve termine. E poi c’è Miss Audrey, una adorabile vecchietta che fa da trait d’union di tutti loro, depositaria di un sapere antico e un po’ misterioso. Ma gli equilibri stanno per cambiare, complice una nevicata straordinaria e un’anima che deve passare oltre, ma non sa bene come fare.

>>> Ascolta l’intervista a Manuela Caracciolo. <<<

Cosa succede a questo punto della storia non posso dirvelo, per non togliervi il gusto di una lettura che ha il suo pregio non solo nella trama. Mi piace pensare a Quella notte a Merciful Street come ad un piccolo capolavoro della nostra letteratura contemporanea perché riesce a condensare, nelle sue pagine, tutto il bene – ed il male – del nostro essere umani. Manuela Caracciolo, infatti, ci racconta non solo le vicende, ma anche le passioni, i pensieri, le pulsioni di personaggi che diversamente dai soliti personaggi da romanzo, non sono “altro” rispetto alla realtà. Marcus, Flora, Edward, Kate: ciascuno di loro potrebbe benissimo essere il nostro vicino di casa, il dirimpettaio di cortile, chi salutiamo tutti i giorni uscendo di casa. Le loro storie si intrecciano con la naturalezza che è propria della vita stessa e capiamo molto bene quando l’autrice dice di aver “semplicemente ascoltato” le loro voci quando ne ha scritto la storia.

E Manuela Caracciolo non lascia nulla al caso perché anche a livello sintattico e di stile, il suo scrivere non è mai occasionale, non è mai sacrificato alla necessaria sinteticità, a dinamiche di ottimizzazione dei tempi narrati o alla moda del momento. Il modo di scrivere di Manuela ci lascia piacevolmente intrigati in una prosa dinamica e dettagliata, che pesa le parole che usa e che mira alla narrazione più alla sua conclusione. In poche parole, Manuela non corre verso la fine della storia, ma la vive – e ce la fa vivere – appieno, proprio come se stesse accadendo qui e ora, accanto a noi, nel condominio dietro casa.

E poi ci sono due elementi che non possiamo dimenticare.

Il primo è New York e la sua neve. Non solo uno scenario in cui l’autrice ha “ambientato” le vicende dei suoi personaggi, ma un posto vissuto e vivo, descritto e soprattutto vissuto. Ci sono pagine in cui si ha quasi l’impressione di aver realmente percorso quelle strade e non perché l’autrice è molto brava a descriverle, ma perché l’autrice le vive e le fa vivere attraverso gli sguardi dei suoi personaggi.

Il secondo è l’elemento soprannaturale, ovvero la storia di un’anima che sta cercando di “passare oltre”, superando la tentazione di rendere le cose tutto più facili. Non immaginatevi nulla di pirotecnico. Piuttosto qualcosa di delicato e abbozzato come il battere d’ali o lo svolazzare di un piuma. Eppure, è proprio qui che si gioca tutta l’umanità descritta in Quella notte a Merciful Street. Tra i ricordi, il dolore della perdita, pulsioni primitive messe davanti alla morte ed ai suoi emissari, emerge tutta l’umanità possibile e le fragilità che ci faranno sempre dubitare..


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Mi chiamo Mariana, sono una ladra, compulsiva, ossessiva e ripetitiva. E sono una Ladra di Libri.
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