Imago Mortis di Samuel Marolla

Le dipendenze sono una brutta cosa ma se fossero l’unico modo per scoprire il colpevole di un efferato delitto? Ecco Imago Mortis di Samuel Marolla, Acheron Books.

Ci sono horror di ogni tipo e l’immaginario archetipico ad esso connesso è davvero vasto: dai vampiri agli zombie, dai mostri ai demoni, dagli scienziati pazzi al sovrannaturale. E poi ci sono i fantasmi e chi sa parlare con loro. È questo il caso di Imago Mortis di Samuel Marolla, edito da Acheron Books, ovvero un romanzo horror che ha come protagonista un medium che sa parlare con gli spiriti dei morti. E sin qui tutto bene e nulla di nuovo.

Lo scenario diventa più interessante quando scopriamo che in realtà Augusto Ghites, il nostro protagonista, nonché medium, entra in contatto con i defunti sniffando letteralmente le loro ceneri e che questa pratica , davvero inconsueta, è per lui una vera e propria dipendenza, non sempre legale e mai economica. E non solo. A cambiare le carte in tavola arriva anche il suo ultimo incarico: una anziana signora, Amalia Lupano, gli ha chiesto di indagare sulla morte violenta e atroce della sua più cara amica, Rosa Colombo, detta Nanà, avvenuta nel lontano 1953. Sullo sfondo, una Milano underground, dai colori grigi, anzi direi proprio dark, divisa tra passato e presente, tra un centro imbellettato e le arterie borderline di Via Padova, Viale Monza e Piazzale Loreto.

Così, quello che sembrava essere un horror comune, si trasforma in un romanzo dai toni alla “trainspotting”, tra criminalità organizzata, endovena di ceneri, notti insonni e bruschi risvegli. Quella di Augusto Ghites non si può proprio dire un’esistenza perfetta e sulle sue spalle si sente, chiaro, il peso di un passato che non lo vuole mollare. Ma anche quello di una vera e propria dipendenza che lo porta, ad ogni pagina, verso un baratro da cui non sempre è possibile tornare. E proprio indagando sulla povera Nanà che Ghites si ritroverà faccia a faccia con la Morte, una presenza indicibile da cui tutti scappano e dalla quale lui, invece, è mortalmente attratto.

Al limite tra vita e morte, tra realtà e finzione, tra un poliziesco e un romanzo horror, Imago Mortis ci fa vedere una faccia dell’esistenza possibile e plausibile, gettandoci in una indagine dove, piano piano, scopriremo come nulla sia così come appare. E anche se in alcuni punti, il ragionamento investigativo sembra prendersi qualche licenza, facendoci saltare troppo repentinamente alla soluzione e giustificando la scelta con qualche spiegazione deduttiva data dal nostro protagonista, il lato dark e horror non si affievolisce mai. Anzi, più Ghites sembra avvicinarsi alla soluzione, più questo aspetto sembra intensificarsi, sino a diventare preponderante e dominante.

Samuel Marolla costruisce un romanzo a cavallo tra il noir e l’horror, strizzando l’occhio ad entrambi i generi, ma votando ogni pagina all’essenza macabra che muove ogni personaggio ed ogni azione, anche quando non si vede. Un bel libro, ed un racconto da brivido, da gustare in queste serate estive e che consigliamo a tutti quelli che non hanno paura del buio.


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Mi chiamo Mariana, sono una ladra, compulsiva, ossessiva e ripetitiva. E sono una Ladra di Libri.
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