Le penultime lettere di Jacopo Ortis di Michela Cantarella

Può l’amore ogni cosa, anche l’impossibile? A questa domanda risponde Michela Cantarella nel suo Le penultime lettere di Jacopo Ortis, edito Augh!

Quando il sole riscalda le giornate, la voglia di vacanza e relax si fa sentire e le nostre giornate possono anche chiudersi stesi al fresco di un albero, in giardino o al parco, ecco che arriva il momento di concedersi una lettura gustosa e fresca, sotto tutti i punti di vista. E, se pensiamo ad uno scenario simile, non può esserci libro migliore di quello scritto da Michela Cantarella, ed edito da Augh! Edizioni, ovvero Le penultime lettere di Jacopo Ortis. Sì, perché in questo romanzo si parla di amicizia, di amore, di vita e…soprattutto di un mistero che avvolge un altrettanto misterioso manoscritto, firmato dal buon Foscolo, che sembra avere il potere di far innamorare chiunque lo legga.

Nella tranquilla Pavia, tra “sciure” bene e piccole realtà familiari, il Café du Cinéma, in via Bordoni angolo viale Mazzini, è un bar come tanti, dove ogni giorno si incontrano i soliti – e pochi – avventori, per un caffè o un cappuccino. Tra di loro, anche la compagnia di amici a cui appartiene Giulia, che nel bar ci lavora tutti i giorni in attesa che la vita le indichi la strada per i suoi sogni. Con Ernesto Rubini, in arte Ernest Rubens, Amanda con il suo blog al vetriolo e il suo rifiuto all’amore, il professorino Adriano, che nasconde uno scomodo segreto, la piccola Claudia, figlia dei proprietari che sogna di fare la make-up artist, le giornate sembrano trascorrono tutte uguali, mentre la vita della città scorre accanto a loro. Ma le cose cambiano quando entra nelle loro vite Lorenzo, giovane ricercatore e colui che porterà nelle loro vite il misterioso manoscritto di Foscolo. La loro vita, allora, prenderà tutt’un altra strada!

Possiamo riassumere così la trama di Le penultime lettere di Jacopo Ortis, un romanzo fresco e divertente che ha il pregio di mettere in primo piano la vita e gli affetti più semplici, proprio quelli che, di solito, sono anche i più difficili da gestire.

Ma i romanzo della Cantarella non è solo una bella trama ed un escamotage narrativo sapiente. Tra le sue pagina troviamo uno stile ricco e vitale, che già di per sé scongiura la noia, e un ritmo costruito sapientemente, in grado di farci godere ogni parola ed ogni passaggio, in tutta tranquillità. Attenzione però, non sto dicendo che Le penultime lettere di Jacopo Ortis ha un ritmo lento o pecca di stanchezza! Piuttosto che la piacevolezza con cui è stato scritto, la cura nella costruzione dei fatti e di ogni singola situazione, il ritmo ironico e fresco delle sue pagine, ci rende l’indugiare nella lettura una delle poche cose piacevoli che si trovano sempre più di rado in romanzi come questo. Michela Cantarella sa calibrare bene la bramosia degli eventi e del procedere di una trama avvincente, con la capacità di descrivere le azioni, le sensazioni e gli stati d’animo dei suoi protagonisti.

Una piacevolezza data anche dalla molteplicità delle sue voci. Le penultime lettere di Jacopo Ortis può essere definito un romanzo corale perché è difficile individuare un protagonista unico all’interno dei personaggi costruiti e creati dalla Cantarella. Bensì, ogni capitolo è narrato da una voce diversa, da un punto di vista differente. Cosa che ricorre, spesso, anche all’interno di un medesimo capitolo. Il racconto diventa, così, un coro a più voci, e a più sentimenti, dove ogni personalità ha modo di emergere e di raccontarsi.

E poi, non dobbiamo dimenticarci, che c’è l’amore! E c’è in ogni sua sfaccettatura: dalla leggerezza del colpo di fulmine, alla pruriginosità del pettegolezzo, sino alla dimensione più vera e profonda di un sentimento che si costruisce giorno dopo giorno, pagina dopo pagina, tra i protagonisti di questo romanzo. E che sia effetto di una malia, quella creata dal manoscritto misterioso del Foscolo, o nato dalla chimica insondabile dei sentimenti, è sempre e meravigliosamente amore.

Non ci resta che aprire il libro, sorseggiare un buon caffè e…farsi incantare da Le penultime lettere di Jacopo Ortis.


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Mi chiamo Mariana, sono una ladra, compulsiva, ossessiva e ripetitiva. E sono una Ladra di Libri.
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