La consistenza delle idee di Clelia Farris

La consistenza delle idee di Clelia Farris

luglio 30, 2018 0 Di Ladra di Libri

Le piccole scoperte hanno uno strano sapore e, spesso, ti lasciano senza fiato, come leggere La consistenza delle idee di Clelia Farris.

Future Fiction è una piccola casa editrice indipendente che difende strenuamente la propria identità. Così, nel loro catalogo, non solo troviamo chicche di autori stranieri che difficilmente potremmo leggere altrimenti, ma anche piccoli gioielli nostrani che sembrano fare a gara a rimaner nascosti.

Uno di questi è Clelia Farris, autrice della raccolta di racconti “La consistenza delle idee“. Ora, non saprei indicarvi precisamente a quale genere appartenga questa raccolta: fantascienza, distopia, immaginario fantastico? Quello che posso dirvi è che i sette racconti della Farris sono altrettante pillole di saggezza, storie grazie alle quali l’autrice ci mette dinnanzi ad interrogativi forti, a fatti pericolosamente affini ai fatti della nostra contemporaneità, a conseguenze al limite del possibile, ma mai assurde.

La consistenza delle idee prende il nome dal penultimo racconto della raccolta ed è una carrellata, a tutti gli effetti, di tipi psicologici, di reazioni a catena ed effetti a cascata, ma anche di narrazioni – alle volta in prima persona – che uniscono il passato al presente, mondi lontani ma affini al nostro, vite in attesa, sentimenti comuni e desideri inseguiti, come Rebecca, protagonista dell’omonimo racconto o Kieser di Chirurgia Creativa.

Ai confini della realtà, scopriamo un mondo incredibile che potrebbe anche essere più reale del reale.


Le idee di Clelia Farris hanno la consistenza degli aculei dei ricci di mare e un sapore, tra l’aspro e l’agrodolce, che si conficca nella mente. Nelle sue storie i personaggi possiedono identità liquide e sfuggenti come Kieser, che vorrebbe diventare se stesso mediante operazioni di “Chirurgia creativa”, oppure Yuliano, l’uomo senza gusto estetico di “Nemico segreto”, e ancora Gabola, impegnato in una lotta contro l’esproprio della collina di Piccolo Tuvu. Con una prosa asciutta e levigata, come le pietre della sua Sardegna, l’autrice ci porta tra le rovine di un futuro funestato dai cambiamenti climatici come in “Un giorno da ricordare” e in una casa-prigione abitata dalla figura enigmatica di una non qualunque “Rebecca”.
Raccolti per la prima volta in un unico volume, questi sette racconti rappresentano il meglio della produzione breve di Clelia Farris.

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Mi chiamo Mariana, sono una ladra, compulsiva, ossessiva e ripetitiva. E sono una Ladra di Libri.
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